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Depavimentazione? Si grazie!

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Data di pubblicazione: 13-10-2026 |

Tempo di lettura: 2 min

Depavimentazione nelle città

Queste ultime estati terribilmente calde hanno imposto quasi un cambio di regime se non addirittura di paradigma per quel che riguarda asfaltare, cementare e tagliare alberi frondosi per creare nuovi parcheggi, piste ciclabili, tramvie o per controllare meglio le nuove tecnologie del 5G.
Estirpare e tagliare alberi più o meno malati, siepi e quant'altro nei giardini pubblici, lungo i viali o nelle piazze con troppa leggerezza significa distruggere il verde nelle città.

Purtroppo negli ultimi anni anche le giunte comunali si sono rese corresponsabili dell'aumento di calore nei luoghi pubblici con tutte le conseguenze del caso.
A Verona, un esempio sotto gli occhi di tutti, è stata l'asfaltatura esagerata di fronte alla stazione ferroviaria dei treni di Porta Nuova dove una volta c'era un grande parco che offriva uno spazio vivibile, utile per rinfrescarsi prima di andare a prendere il treno o mentre si aspettava l'autobus.
Ora è impossibile trovare refrigerio e il cemento e l'asfalto di quel piazzale, che assorbono il calore, lo trattengono e lo rigettano, aumentano moltissimo la temperatura percepita.

Per fortuna qualcuno se ne è accorto, dopo una corsa negli anni a cementare il più possibile ora c'è un'inversione di marcia; nei grandi centri abitati la nuova tendenza è la depavimentazione.
La depavimentazione oggi è un atto dovuto sia dal punto di vista climatico che da quello paesaggistico.
La rimozione di strati d'asfalto e cemento dalle piazze, strade pubbliche, cortili, parcheggi e nelle aree industriali dismesse per riportare alla luce il terreno sottostante e lasciarlo respirare farà respirare meglio anche tutti noi. 

Nel progetto di rinfresco dei luoghi pubblici rientrano ad esempio gli orti urbani, l'allargamento delle aiuole, i community gardens, ovvero giardini condivisi realizzati su aree pubbliche per favorire incontri e socializzazione. Queste realtà attivano forme di cura e partizione collettiva dello spazio urbano e dell'ambiente.
Grazie all'ombra e all'evapotraspirazione che raffredda l'aria circostante si riesce ad abbassare la temperatura circostante dai 3 ai 5 gradi.
Inoltre viene favorito l'assorbimento delle acque piovane poiché un suolo impermeabilizzato non riesce ad accogliere l'acqua ma la trasporta e la trascina via fino ai sistemi fognari, saturandoli con ovvi problemi di allagamento. inoltre la vegetazione funge da filtro per gli inquinanti atmosferici rendendo l'aria più salubre ed è indispensabile
Dopo aver tolto il pavimento urbano gli interventi necessari sono la piantumazione di alberi, arbusti, siepi e superfici erbacee.
Insomma, servono più alberi, più fiori, più piante anche in mezzo alle rotonde! Nei grandi centri abitati la nuova tendenza è proprio questa.
Milano, Bologna e Genova sono le città che in Italia più si stanno muovendo di più per realizzare opere rinfrescanti, prendendo spunto dall'esempio di  Portland, Parigi, Eindhoven, dove da anni è già in atto non solo il progetto ma soprattutto la realizzazione di ampi spazi verdi rigenerati e rigeneranti.