Uomo e agricoltura, fin dalle origini sono cresciuti assieme

contadino agricoltura naturale

 

Uomo e agricoltura, come si fa a non capire che il loro legame fu, è, e sarà sempre fortissimo poiché fonte di sussistenza reciproca.

Ci vuol poco a capire che l’inquinamento dell’uno pregiudica la sanità dell’altro. Entrambi sono da sempre interconnessi; storia e sviluppo di una civiltà non possono prescindere dal rapporto che si crea fra lo sfruttamento della terra, nel rispetto  o meno della natura, e l’intervento umano. E’ pertanto chiaro che più l’uomo interviene nello sfruttamento senza scrupoli  più la risorsa alimentare scade di qualità e nel circolo vizioso a breve o lungo termine sarà anche l’uomo a pagarne le conseguenze. Il declino di ogni civiltà passa sempre attraverso lo stravolgimento dell’ordine naturale. Ordine che è sovrumano,divino e inalienabile.

Il cosiddetto progresso vanifica il secolare rapporto con l’ambiente poiché si basa sullo sfruttamento intensivo delle colture per raggiungere il massimo del profitto ed il minimo del benessere, sostituisce il naturale ciclo della vita con chimica e farmaceutica. I parassiti  e gli insetti non sono più tollerati, al contrario ,antiparassitari  e benzoschifi  ne prendono il posto  con violenta presenza ed insensato utilizzo.

Fino a pochi decenni fa, almeno in montagna, ma spesso anche altrove, era normale consumare ancora in larga misura cibo locale. Era normale produrre ancora buona parte delle derrate alimentari (uova, pollame, ortaggi, frutta, carne di maiale, ma spesso anche latte fornito da 1-2 vacche da latte o qualche capra).

Oggi solo l’1% della popolazione si dedica all’agricoltura: una volta produrre riguardava buona parte della popolazione. Il prezzo dell’esonero della stragrande maggioranza della popolazione dal lavoro dei campi è però elevato: nelle acque dei nostri fiumi e nelle acque sotterranee da cui attingiamo l’acqua potabile vi è un cocktail di veleni che spesso sono presenti in concentrazioni che superano i limiti di legge (limiti che, peraltro, non hanno alcun fondamento scientifico perché le sostanza con attività cancerogena e genotossica sono nocive anche a concentrazioni bassissime)

Per ottenere questo risultato, che è tutto tranne un “progresso”, si è concentrata la produzione agricola in alcune aree “vocate”, dove è possibile l’applicazione massiccia della meccanica e della chimica.

Nel mondo l’agricoltura intensiva, le monocolture provocano la diminuzione della fertilità di lungo periodo e aumentano la suscettibilità all’erosione (perdita per ruscellamento o vento dello strato di terreno fertile). I pesanti mezzi meccanici compattano il terreno peggiorandone le caratteristiche di penetrazione dell’acqua e di circolazione dell’aria. La percentuale di humus nel terreno, a causa delle lavorazioni meccaniche profonde e ripetute elimina la disponibilità di concime organico.

Ci serve un cambio di rotta, un cambiamento consapevole. Dobbiamo insegnare alle nuove generazioni l’importanza dell’agricoltura sostenibile, fare considerare loro anche un futuro da contadini in armonia con la natura che coltiveranno.

Dobbiamo aprire nuovi orizzonti nella nostra mentalità per riuscire a conservare quel legame importantissimo e antichissimo tra l’uomo e la terra.

 

 

Benscelto promuove un’agricoltura sostenibile 

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